Art Basel 2019




courtesy @ Art Basel


Lo scorso weekend, in quel di Basilea, ha avuto luogo la cinquantesima edizione di Art Basel, la super fiera d’arte europea, considerata da sempre un punto di riferimento imprescindibile per artisti, galleristi e, soprattutto, collezionisti internazionali.
A differenza di altre fiere europee, e anche italiane, Art Basel ha la capacità di attrarre e far muovere capitali di una certa importanza, in modo quasi impossibile (anche per ragioni tecniche e fiscali) per tutte gli altri.

Per questa ragione, mentre visitando, per dire, Artissima a Torino, si ha quasi la sensazione di camminare lungo il percorso di un vero e proprio evento espositivo o giù di lì, ad Art Basel, pur senza nulla togliere alla qualità delle opere esposte (con conseguente godimento estetico dei visitatori) prevale l’aspetto mercantilistico.

Certo, questo accade anche per una questione di dimensioni della fiera. La grande quantità di opere esposte, rende più difficile, se non impossibile, rintracciare un filo conduttore unitario. Ma non è questo il punto: a Basilea, in fiera, l’arte è esposta per essere venduta e si vede. Ciò che è esposto è dunque da ve(n)dersi più come “merce” che come opera.

Ciò nonostante, e proprio perché così fortemente improntata sul mercato, Art Basel fornisce spunti molto importanti agli operatori del settore, perché un po’ dà - e un po’ segue -  i trend. Da un lato rende conto di quanto sta accadendo, o è da poco accaduto, a livello di mercato internazionale, e contemporaneamente fornisce qualche suggerimento sul futuro.


courtesy @Art Basel


Non va dimenticato, poi, il vasto programma espositivo che si svolge parallelamente alla fiera. Dalle fiere più piccole e creative, come Liste, alle esposizioni in grande stile, storiche (come la mostra su Picasso) e più incentrate sul contemporaneo.

Risultato: in fiera, accanto ai grandissimi come Koons o Richter (che a quanto pare hanno fatto ottime performance di vendita), ma anche Boetti e molti altri. C’è molta arte africana, molte artiste donne, molti artisti di colore.

Le tendenze, insomma, che conoscevamo già. Chissà quali, tra gli stimoli visivi che sono passati sotto i nostri occhi, comprende i semi del prossimo futuro.