Addio a un poeta

frame da "La principessa Splendente" (2013) - immagine scaricata dal web


Un paio di giorni fa ci ha lasciati Isao Takahata. Non tutti conoscono il suo nome, ma tutti conoscono le sue opere. Ci sono cresciuti e le hanno amate, anche se magari in quel periodo della vita in cui non ci facciamo domande sugli autori, ma semplicemente godiamo della bellezza delle cose e delle opere.


frame da "La principessa Splendente" (2013) - immagine scaricata dal web


Isao Takahata era un poeta. Un vero poeta. Una che ha chiamato il suo blog, e la propria ricerca a tutto tondo, Filosofia Pop non ha dubbi che la poesia si nasconda, anzi, si riveli, inattesa e a volte trasversalmente, nelle piccole cose. O meglio, nelle cose apparentemente piccole, ma che invece fanno più bello il mondo in cui viviamo e la cultura di cui nutriamo le nostre anime.


frame da "La principessa Splendente" (2013) - immagine scaricata dal web


Isao Takahata non ha esposto i suoi disegni nei grandi musei o nelle location proprie dell'arte sedicente seria, ma li ha mostrati ai piccoli (a quelli che avevano occhi per vederli). Non ha raccontato le sue storie in libri ritenuti degni dagli accademici (se non dai più saggi) dei loro scaffali polverosi, ma le ha narrate ad orecchie sveglie e pronte a capire, a cogliere bellezza e poesia dove si trovano.
Ai piccoli, ai bambini di cuore e di spirito, ha elargito però doni a profusione, e ancora lo farà, per sempre nelle opere che ci ha lasciato.

Prima maestro e poi amico di Hayao Miyazaki, e con lui fondatore dello Studio Ghibli, Takahata è stato alla regia di cartoni animati come Heidi e Lupin III, che hanno popolato i nostri sogni di bambine e bambini. Tra i suoi film ricordo tra gli altri Pioggia di ricordi, Pom Poko. In genere sono suoi tutti quelli dello Studio Ghibli con una particolare attenzione alla natura e all'antica cultura giapponese. 
Tra tutti ricordo soprattutto La principessa splendente (2013), che per me - per la bellezza e intensità della storia, scandita con il ritmo di un mito antico, e per la fluidità quasi astratta e meravigliosamente pittorica dei disegni - è il suo vero capolavoro.

Che cosa possiamo dirgli se non... grazie?